Montecristo

Montecristo

Isola di Montecristo, Toscana
CC Viaggio nel Mondo / Ileana Ongar

L'isola di Montecristo è la più solitaria e selvaggia del Parco Naturale dell'arcipelago toscano, ispiratrice di numerose leggende. Situata nel mar Tirreno, è la più lontana dal litorale toscano per una distanza di 63 chilometri. Solitaria massa granitica che si staglia dal mare con le sue coste scoscese e aspre, ispirò il poeta Dumas.

Già conosciuta ai tempi degli antichi romani come Artemisia o Oglasia, venne abitata per l'intera durata del Medioevo da monaci, costretti alla fuga nel 1553 dal pirata ottomano Dragut. Si narra che nei suoi aspri declivi ci fosse un prezioso tesoro che i monaci avrebbero nascosto nella grotta di San Mamiliano, prima della distruzione del monastero, leggenda che alimentò le fantasie del poeta Dumas che qui trovò ispirazione per Il conte di Montecristo. L'isola è da sempre associata anche alla leggenda di San Mamiliano che risale al V secolo, e narra di come il santo diede il nome Mons Christi all'isola e come sconfisse il drago che vi abitava. Battè poi sulla roccia e fece sgorgare l'acqua dolce che ancor oggi va verso il mare e irriga l'isola, dando vita alla rigogliosa natura circostante. La grotta di San Mamiliano fu la sua dimora e ancor oggi si possono scorgere quelle che si dicono essere le orme del santo, impresse nel granito.

La Riserva Naturale

L'isola di Montecristo è una riserva naturale integrale, biogenetica, di 1.039 ettari ed è stata riconosciuta anche come sito di interesse comunitario, perciò tutelata da particolari vincoli ambientali. L'isola è disabitata e non è possibile pernottarvi. In compenso è una meraviglia da visitare. Oltre al fascino storico e letterario, contribuiscono a renderla davvero suggestiva, il meraviglioso e selvaggio paesaggio caratterizzato da grotte e rocce a picco sul mare, con la sua Punta del Diavolo, i resti dell'antico monastero dei Santi Salvatore e Massimiliano, oggi inghiottiti dalla natura selvaggia, e la sottostante Grotta di San Mamiliano.

In cima alla vetta del Monte della Fortezza, il più alto dei tre monti dell’isola (645 m), si trovano i ruderi della Fortezza di Montecristo, risalenti al XVI secolo. La tipica macchia mediterranea intervallata qua e là da pini marittimi e d'Aleppo, e l'endemico arbusto del pepe a diffusione spontanea, fanno da scenario al migrare di numerose specie di uccelli che sostano sull'isola in compagnia di capre sevatiche. Molte le specie estinte nelle altre isole che si sono qui preservate come il discoglosso sardo (anfibio presente solo qui e in Sardegna), e altre specie endemiche come la vipera di Montecristo. La fauna marina, poi, è unica nel suo genere, praterie di posidonia, tonni, delfini, coralli, anemoni di mare, gorgonie, pesci luna e, fino alla fine degli anni settanta, la foca monaca, scomparsa nell'intero Mediterraneo. A 19 chilometri della cala Maestra, c'è la Formica di Montecristo, il basso scoglio a forma di tavola, sovrastato da un faro e impreziosito dai meravigliosi fondali pieni di vita.

Montecristo può essere visitata solo previo permesso del Corpo Forestale di Follonica. La formula dell'accesso consente di visitare Cala Maestra, dal fondale sabbioso, in cui sorge la villa Reale con l'orto botanico e un piccolo museo. Ci vuole qualche mese per ottenere il permesso. La formula della visita permette di attraversare invece l'intera isola lungo tre sentieri, molto impegnativi. Sono ammessi solo 1000 visitatori l'anno, per l'autorizzazione ci possono volere anche tre anni di tempo e normalmente viene data la precedenza a spedizioni scientifiche, associazioni e scolaresche. Sono vietate la pesca, la balneazione e la navigazione entro mille metri dalla costa ed è vietato pescare e usare l'ancora entro le tre miglia. Per informazioni e prenotazioni contattare il Corpo Forestale di Follonica (telefono: 0566.400.19, email: utb.follonica@corpoforestale.it).