Pianosa

Pianosa

Isola di Pianosa, Toscana
CC Matteo Vinattieri

Isola praticamente disabitata e uno degli ambienti mediterranei più incontaminati, Pianosa fa parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano ed è una riserva marina integrale. Situata nel mar Tirreno a circa 13 km a sud-ovest dell’isola d'Elba, è larga 10 kmq e interamente pianeggiante, con un'altitudine massima di 29 metri s.l.m. Non è possibile pernottarvi, ma può essere raggiunta per una visita giornaliera.

Fin dal Paleolitico superiore ci sono tracce di insediamenti umani. L'isola in epoca romana, chiamata Planasia, la pianeggiante, fu luogo di esilio di Agrippa Postumo (6-7 d.C.). Nel Medioevo fu contesa a lungo tra Pisa e Genova e nel 1399 finì sotto Piombino. Diverse le invasioni dei pirati che trovarono in Pianosa un punto strategico per interrompere i traffici marittimi tra Roma e Livorno, a partire del 1553 anno in cui l'isola fu invasa dal pirata Dragut. Nel 1858 il Granducato di Toscana istituì la colonia penale agricola della Pianosa e vi spedì i condannati ai lavori forzati. Nel 1932 per motivi politici vi soggiornò anche Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica. Come carcere di massima sicurezza ospitò pericolosi esponenti della mafia e di organizzazioni terroristiche. Il carcere fu chiuso nel 1998, dopo 140 anni di attività. Ciò ha contribuito a mantenre intatte e incontaminate la flora e la fauna dell'isola.

Mare e natura di Pianosa

L'isola di Pianosa è intramente pianeggiante, di origine calcarea e priva di acqua dolce. La macchia mediterranea si alterna alle coltivazioni di viti e olivi. Lungo la costa si incontra il ginepro, il lentisco e il cisto. Più all'interno l'eucalipto, il pino e il cipresso. E' abitata dal gabbiano corso, dal cormorano, dalla pernice rossa, dall'upupa, dai fagiani ed è possibile avvistare il falco pellegrino e il gheppio. La costa rocciosa e a tratti sabbiosa, offre numerose spiagge e grotte, e i fondali marini, ottimi per le immersioni, sono tra i più ricchi dell'Arcipelago Toscano, grazie alla presenza del penitenziario che ha contribuito a mantenerli inviolati per oltre 150 anni, e alla paticolare morfologia (i 50 metri di profondità sono raggiunti a circa 1500m dalla costa). Praterie di posidonia oceanica, dentici, triglie, saraghi, murene, aragoste, cernie, delfini e, ormai più rare, le tartarughe marine e i capodogli, al largo della Scola.

Visitare Pianosa

Pianosa può essere visitata esclusivamente in compagnia di una una Guida Parco o una Guida Ambientale che vi condurrà a piedi o in mountain bike attraverso l'isola fino alla punta più a nord, detta del Marchese, da cui ammirare la baia smeraldina e il Porto Romano. Numerose le calette che si incontrano lungo la costa, dove non è permessa la balneazione. All'altezza del golfo delle Botte ci sono i resti dei lavatoi romani, vale la pena anche raggiungere punta del Pulpito e punta del Libeccio, da cui la vista sulla scogliera è stupenda. E' possibile visitare l’ex colonia penale e il porto vecchio di Pianosa, dove si attracca, alla cui estremità, su uno sperone roccioso, si erge l’imponente forte Teglia di epoca Napoleonica. Ci sono poi i resti della Villa di Agrippa e i due siti archeologici subacquei, Pianosa 1 e Pianosa 2. La bella Cala San Giovanni, detta anche Cala Giovanna, è di sabbia bianchissima ed è l’unico punto dell’isola in cui è possibile fare il bagno.

Come arrivare

Traghetti. Si può raggiungere Pianosa in traghetto, da Piombino solo il martedì, dall'isola d'Elba tutti i giorni (in estate). Al giorno possono sbarcare al massimo 350 persone e i turisti all'arrivo devono pagare al Parco 6 euro.